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Maneki Neko

Maneki Neko

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Disegno originale GGT serigrafato a mano dall'artista in verde e nero su carta bianca

misure: 25x35 cm circa

*Questo è un prodotto artistico realizzato a mano con tecnica artigianale, eventuali imperfezioni non sono difetti, bensì ne caratterizzano la sua unicità.

La leggenda del maneki neko

In verità, non esiste una sola leggenda legata alla nascita di queste statuette a forma di micio. La più famosa, però, è la storia del samurai Li Naotaka che un giorno si recò poco fuori Edo (l’odierna Tokyo) per una battuta di caccia con il falcone. Mentre si trovava nei pressi del tempio di Gotoku-ji, in un’area che oggi corrisponde a Setagaya, Naotaka notò che il gattino dell’abate lo stava invitando ad avvicinarsi al monastero con dei cenni della zampina.

Incuriosito, il guerriero si diresse verso il gatto e un attimo dopo un fulmine squarciò l’aria e colpì proprio l’albero vicino a cui si trovava fino a un istante prima. Naotaka, convinto che il gatto gli avesse appena salvato la vita, donò al Gotoku-ji un’ingente somma di denaro che fu usata per ristrutturare il tempio.

Un’altra leggenda narra la storia di un commerciante che, dopo aver trovato un gatto randagio, si prese cura di lui. Il felino, in segno di riconoscenza, iniziò ad attirare i clienti all’interno del negozio e rese l’uomo ricco.

L’usanza di posizionare una statuina del maneki neko, tuttavia, nacque intorno al IXX secolo ad Asakusa. In quegli anni, nel quartiere abitava una vecchia donna, così povera che fu costretta ad abbandonare il proprio, amatissimo, gatto perché non era più in grado di nutrirlo. Pochi giorni dopo, però, il gatto le apparve in sogno e le disse che, se avesse creato una statuetta a sua immagine, lui le avrebbe portato fortuna.

La vecchia si recò da un ceramista e si fece creare delle statuine a forma di gatto; dopodiché si mise a venderle fuori dal santuario di Asakusa… Inutile dire che in pochissimo tempo tutti gli abitanti della città cercarono di accaparrarsene una! È così che la vecchia pose fine ai suoi problemi economici e il maneki neko diventò un oggetto popolarissimo.

La forma più semplice del maneki neko è una semplice statuetta raffigurante un gatto con una zampina alzata in cenno d’invito o saluto: se la zampa sollevata è quella destra, il talismano attira soldi; se è quella a sinistra attira i clienti. Inoltre, le orecchie tese e gli occhi spalancati simboleggiano che il maneki neko, proprio come un gatto che non si lascia sfuggire neanche un topo, è sempre vigile e pronto ad afferrare le occasioni fortunate.

Questo gatto portafortuna, secondo la tradizione giapponese, deve essere posizionato nell’ingresso di casa o della propria attività commerciale per fare effetto. Nelle case giapponesi i maneki neko si trovano nel genkan, mentre nei negozi si trova in genere nelle vetrine.

Perché? Si crede che più è vicino alla porta, più il maneki neko inviterà la fortuna e i clienti che si trovano per strada a entrare.

Esistono posti dove non si deve assolutamente posizionare un maneki neko? Sì, ad esempio gli armadi chiusi, le mensole troppo alte o troppo basse e le stanze in cui nessuno entra spesso. Bisogna anche assicurarsi di non metterli mai con il muso rivolto contro il muro.

https://www.watabi.it/blog/cultura-giapponese/maneki-neko/